Le corse a vuoto

Breve Storia delle corse a Vuoto

L’antica corsa dei Barberi di Ronciglione deriva da quella romana istituita nel 1465 da Papa Paolo II (1464- 1471), si disputava nei giorni di Carnevale lungo via del Corso, da piazza del Popolo a piazza Venezia ed era l’evento più importante della manifestazione.
L’urbanistica rinascimentale e barocca delle vie di Ronciglione ha permesso, con le ampie strade, di svolgere la corsa dei Barberi fino ai nostri giorni.
Nel tempo la corsa ha subito variazioni nella sola parte tecnica e nella sicurezza ma è rimasta intatta nelle sue caratteristiche originarie, cioè i cavalli corrono liberi, unico esempio rimasto al mondo.
Durante il Ventennio fascista e la 2° Guerra Mondiale le corse dei Barberi furono sospese mentre, qualche anno più tardi, nel 1957 il benemerito Cav. Angelo Guido della Manna (1903-1957), ronciglionese, alla sua morte lasciò, da devolversi ogni anno, ben 300.000 lire al Comitato del carnevale, per questo motivo il palio delle Corse a vuoto fu a lui intitolato fin dall’anno successivo.

Il primo mossiere del dopoguerra fu Luigi Coccia.

Fino al 1954 nella famosa curva del “Gricio” veniva sparso uno strato di pozzolana per evitare cadute in quanto i cavalli erano ferrati a ferro.
Nel 1955 su indicazione di un “cavallaro” di Terni Angelo Pontani, il dott. Italo de Felici, veterinario, e il Presidente Cav. Raffaele Soldini vollero eliminare la pozzolana in curva ed i cavalli vennero ferrati in alluminio per una maggiore aderenza al suolo.
Nel 1977 venne dato un nuovo regolamento alle corse e sono nate le nove scuderie (oggi chiamate rioni); il palio si è disputato ininterrotamente sino al 2010 (anno in cui si è effettuato l’unico palio corso su terra battuta durante il carnevale), dal 2011 le corse dei Barberi sono state sospese.

A partire dal 1985 si è disputato anche un secondo palio nel mese di agosto, dedicato a San Bartolomeo, patrono di Ronciglione e grazie alla caparbietà e alla grande passione dei Ronciglionesi, dopo un breve periodo di sospensione, nel 2016 si è corso nuovamente il palio estivo ma con tutte le precauzioni necessarie per la tutela dei cavalli e con il fondo del percorso di terra battuta.

La Corsa

Sono nove i Rioni che partecipano alle corse con i loro colori distintivi, denominazioni e un cavallo di proprietà.
Attualmente, durante il palio estivo, la prima gara è la sessione di prove del sabato durante la quale i cavalli, a gruppi di tre, testano il percorso di gara.
Successivamente i primi tre classificati delle due batterie di qualificazione -estratte a sorte e composte una da cinque e l’altra da quattro cavalli- sono ammessi alla finale di domenica pomeriggio.

Il palio viene corso sulla distanza di 900 metri circa per le vie rinascimentali e barocche della città.
Si parte da piazza Principe di Piemonte dove viene data la “mossa”, da qui il mossiere, che è colui che è designato a dare il via alla corsa, chiama i “lascini” con i loro cavalli (tenuti da un barbazzale), poi aspetta l’ingresso negli stalli; chiuso l’ultimo cancelletto apre una busta dove sono indicati i secondi da attendere per la partenza dopodichè sgancia il canapo al grido di “viaa!!”, si prosegue per viale Garibaldi, si passa dentro Porta Romana (“l’arco”), poi c’è via Roma per affrontare, in seguito, tra l’eccitazione del pubblico, l’entrata in piazza Vittorio Emanuele II (“piazza della Nave”) e la famosa
curva del “Gricio”, ultima difficoltà per i cavalli prima di
salire lungo Corso Umberto I (“Montecavallo”) e arrivare così al traguardo, in cima alla salita.

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